L’acquasantiera di Fossano, conservata nella Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale e datata 1540, è un manufatto liturgico di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la vita religiosa quotidiana e per la lettura delle iscrizioni commemorative.
La scheda ne evidenzia il valore epigrafico e documentario, collegando l’opera alla committenza del munifico e reverendo Guidone Nucetto, dei signori di Cavallerleone, preposito di Fossano. L’iscrizione consente di fissare con precisione la data di completamento dell’acquasantiera: l’anno del Signore 1540, il giorno 23 marzo.
Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del manufatto e alla scheda della Cattedrale.
L’acquasantiera della Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale a Fossano appartiene alla tipologia dei manufatti liturgici destinati all’acqua benedetta. Pur diversa dai fonti battesimali per funzione e collocazione d’uso, condivide con essi il valore sacrale attribuito all’acqua nella vita cristiana.
Il manufatto si inserisce nel contesto religioso e artistico del pieno Cinquecento piemontese. La sua importanza deriva soprattutto dall’iscrizione, che conserva la memoria della committenza, della data di completamento e del legame con il contesto ecclesiastico della Cattedrale.
La scheda esamina l’iscrizione dell’acquasantiera, nella quale si ricorda che l’opera fu realizzata a spese del munifico e reverendo signore Guidone Nucetto, dei signori di Cavallerleone, preposito di Fossano.
Il testo epigrafico precisa inoltre che l’acquasantiera fu completata nell’anno del Signore 1540, il giorno 23 marzo. La presenza di una data così puntuale rende il manufatto una testimonianza documentaria particolarmente significativa, capace di collegare l’oggetto liturgico a un preciso momento della storia ecclesiastica locale.
L’iscrizione non ha soltanto valore decorativo: trasforma l’acquasantiera in un documento storico, nel quale funzione liturgica, memoria della committenza e cronologia dell’opera si intrecciano.
Particolare rilievo assume il riferimento all’arma Ceva-Nucetto, descritta nella scheda come fasciata d’oro e di nero. La presenza dello stemma rafforza la dimensione commemorativa del manufatto e ne lega la lettura alla memoria della famiglia e del committente.
Il richiamo araldico permette di leggere l’acquasantiera non solo come oggetto d’uso liturgico, ma anche come segno di rappresentazione sociale e religiosa. Lo stemma diventa parte integrante del messaggio dell’opera, accanto all’iscrizione e alla funzione rituale.
L’acquasantiera è destinata all’uso dell’acqua benedetta e al gesto rituale di purificazione all’ingresso dello spazio sacro. Questa funzione la collega alla vita liturgica quotidiana della comunità cristiana, in un ambito diverso ma complementare rispetto a quello del fonte battesimale.
Il valore del manufatto risiede quindi nella sua duplice natura: da un lato oggetto funzionale alla pratica devozionale e liturgica, dall’altro documento epigrafico e commemorativo. L’acqua benedetta, l’iscrizione e la memoria del committente concorrono a definire il significato complessivo dell’opera.
Le acquasantiere, spesso meno considerate rispetto ai fonti battesimali, sono testimonianze fondamentali della vita religiosa ordinaria e della relazione tra i fedeli e lo spazio sacro.
L’acquasantiera di Fossano, datata 1540, documenta una fase pienamente cinquecentesca della produzione liturgica in pietra. La sobrietà del manufatto non ne riduce il valore: al contrario, l’iscrizione e il riferimento araldico ne fanno una testimonianza precisa della cultura religiosa e della committenza ecclesiastica del territorio.
Ne emerge un’opera in cui la funzione dell’acqua benedetta si unisce alla volontà di lasciare memoria del committente e del completamento dell’opera. Il manufatto assume così valore liturgico, storico, epigrafico e araldico.
La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura dell’iscrizione e dei principali elementi simbolici dell’acquasantiera. La documentazione fotografica permette di osservare il manufatto nel suo contesto, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nella Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale a Fossano.
L’acquasantiera di Fossano, conservata nella Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale e datata 1540, è un manufatto di grande interesse per la lettura dell’iscrizione e per il rapporto tra funzione liturgica, committenza e memoria araldica.
L’iscrizione ricorda che l’opera fu completata a spese del munifico e reverendo Guidone Nucetto, dei signori di Cavallerleone, preposito di Fossano, nell’anno del Signore 1540, il giorno 23 marzo. Il riferimento all’arma Ceva-Nucetto, fasciata d’oro e di nero, rafforza il valore documentario e commemorativo del manufatto.
La scheda consente di riconoscere nell’acquasantiera non soltanto un oggetto destinato all’uso dell’acqua benedetta, ma anche una testimonianza storica e artistica della cultura religiosa piemontese del XVI secolo.