$ItinerariTotali=211

Avanzamento

… ed ecco l'Itinerario
Tra romanico, affreschi e vini del Canavese
A cura di Piero Balestrino

uno dei 211 itinerari di scoperta
delle Chiese Romaniche, Gotiche e Rinascimentali di Piemonte e Valle d'Aosta

Il percorso che va da Piverone a Settimo Vittone, passando da Ivrea, si snoda tra i comuni di produzione dei vini “Canavese DOC”, denominazione che comprende rosso, rosso novello, rosato, rosato spumante, bianco, bianco spumante, barbera e nebbiolo.
Lungo il percorso non mancherà quindi l’occasione per coniugare la scoperta di bellezze artistiche con qualche assaggio di pregiati vini prodotti con le uve locali.
Il percorso ha inizio poco fuori Piverone, presso i Resti della Chiesa del “Gesiun”.
Una utile annotazione: ad ogni meta saranno abbinate tra parentesi le coordinate per facilitare la ricerca su Google maps del monumento religioso.
Quelle della località di partenza sono 45.445083, 8.026436.
Quel che resta della chiesa risale al IX-XI secolo: una piccola navata separata dal vano presbiteriale da tre arcatelle sorrette da due colonne.
Nell’abside resti di affreschi del ‘400 attribuiti a Domenico della Marca di Ancona.
È un inizio quasi emblematico: prima ancora di incontrare i grandi monumenti, il viaggio ci porta davanti alle tracce di un passato lontano, conservate in un luogo appartato e immerso nel paesaggio.
Lasciati i resti percorriamo la SP56, entriamo in Piverone in via Castellazzo e giungiamo alla Parrocchiale Santi Pietro e Lorenzo (45.447995,8.007399).
L’interno conserva un affresco della Madonna col Bambino e Sant'Anna databile intorno al 1520, opera di un artista della cerchia di Defendente Ferrari (prima 1497-dopo 1531); sulla controfacciata un affresco raffigurante San Pietro tra i Santi Sebastiano e Rocco del tardo '500.
Sempre a Piverone nella frazione San Pietro possiamo ammirare il Campanile risalente al XV secolo (45.450317, 8.008346).
La prossima tappa è Bollengo in frazione Pessano, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo (45.470996, 7.955348) raggiungibile in soli 7 km percorrendo la SP228 e la SP338.
Si tratta di una chiesa romanica del XIII secolo chiusa al culto nel 1887.
Un particolare che salta agli occhi è la torre campanaria in facciata detta “clocher porche”.
All’interno sopravvivono frammenti di pittura del Quattrocento.
Seguendo le indicazioni per il Campanile di San Martino ci spostiamo di 4 km in frazione Paerno (45.487666, 7.941730) dove si erge isolato il Ciucarun o Campanile di San Martino.
È a pianta quadrata e si articola in sei piani visibili, cinque dei quali sono delimitati da fasce decorate da archetti pensili in laterizio.
Sulla base si nota un accesso tamponato e resti murari che attestano l’adesione della chiesa ora scomparsa.
Ripercorriamo ora a ritroso la strada sino a tornare sulla SP228 per arrivare all’ingresso in Ivrea.
Ci spostiamo sulla SS26, proseguiamo su via XXV Aprile, Corso Costantino Nigra in direzione di corso Re Umberto ed arriviamo alla Torre di Santo Stefano (45.465496,7.880301) ai margini dei giardini pubblici.
La torre risale all’XI secolo ed è ricca di monofore, bifore e trifore.
Si riparte seguendo corso Re Umberto, corso Botta, piazza Balla, via Sant’Arborio Varmondo, via Cattedrale per arrivare in piazza Castello (45.467922, 7.87413397).
Siamo giunti alla Cattedrale o Duomo di Santa Maria Assunta.
Attratti dai due campanili entriamo nella chiesa dove ci attendono la Cripta ed il deambulatorio, nuclei architettonici particolarmente ricchi di storia.
Risalgono al X-XI secolo e presentano affreschi e colonnine sormontate da capitelli.
Sul fianco della Cattedrale sorge il Chiostro dei Canonici di cui è ancora visibile il lato sud-est.
Lasciata l’auto in piazza Castello ci spostiamo a piedi di 300 metri in via Arduino tramite via Quattro martiri per ammirare la Chiesa di Sant’Ulderico (45.466945, 7.875613) il cui campanile è quello che resta della chiesa originaria dell’XI secolo.
Sempre a piedi, nella stessa via, 250 metri più avanti raggiungiamo la Chiesa di San Maurizio (45.466064, 7.872470) il cui campanile romanico presenta bifore e capitelli.
Non resta che tornare in piazza Castello passando per via Riva e via Quattro Martiri.
Con una breve camminata di 300 metri recuperiamo l’auto e percorrendo le SP75 e 74 ci spostiamo a Chiaverano dove ci attende la Chiesa di Santo Stefano (45.500352, 7.912090).
L’abside è ornata da archetti pensili ed all’interno vi sono affreschi dell’anno Mille con il Cristo Pantocratore, il Tetramorfo e 14 Santi tra i quali sono riconoscibili alcuni Apostoli e santo Stefano.
Riprendendo la SP26 e poi la SS26 per Aosta, passiamo per Borgofranco d’Ivrea e sostiamo dopo 10 km alle porte di Settimo Vittone per vedere la Chiesa di San Giacomo (45.539721, 7.838883).
La navata destra presenta alcuni affreschi tra i quali spicca un San Giacomo con bastone e conchiglia.
Il nostro itinerario si conclude due km più avanti in via Provinciale dove ci attendono la Chiesa di San Lorenzo ed il Battistero di San Giovanni (45.549692, 7.835764).
L'ingresso della Chiesa è sul lato nord sotto il campanile romanico.
L’interno conserva cicli di affreschi dei secoli X, XV e XVI.
Tra gli altri possiamo ammirare il miracolo di San Nicola, l'adorazione dei Magi, un duecentesco San Michele che pesa le anime, un Santo vescovo in trono ed il Beato Pietro di Lussemburgo ai piedi di Maria.
Superiormente un'iscrizione barocca sul portale dell'edificio ricorda la sepoltura di Ansgarda, moglie ripudiata di Ludovico il Balbo.
Gli scavi del 2021 hanno messo in luce il fonte battesimale e alcune sepolture.
Il percorso da Piverone a Settimo Vittone non è quindi soltanto una successione di chiese e campanili.
È un viaggio attraverso oltre un millennio di storia, nel quale l'architettura romanica, gli affreschi medievali e rinascimentali, le testimonianze archeologiche e il paesaggio canavesano si intrecciano continuamente con i suoi vigneti, i suoi prodotti e le tradizioni che ancora oggi caratterizzano il paesaggio.

Verificato il: 11/10/2026

N.B.: Gli itinerari, controllati al momento della pubblicazione, sono suggestioni di visita la cui fruizione è responsabilità del consultatore.
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Ecco la carta dell'itinerario …

… e queste le chiese del percorso …